2019

Fatture per operazioni in valuta estera: come comportarsi

Dal 1° luglio sono cambiate le regole per le fatture riguardanti le operazioni in valuta estera

30 luglio 2019

Cambiano le regole per le fatture che riguardano operazioni in valuta estera. Prima del 1° luglio 2019, in linea generale, i corrispettivi contenuti nelle fatture in valuta estera dovevano essere convertiti secondo il cambio del giorno in cui era stata effettuata l’operazione. Se ad esempio la fattura, che riguarda operazioni in dollari, era datata il 30 maggio, i corrispettivi contenuti dovevano essere convertiti in euro secondo il cambio dollari euro del 30 maggio.

Nel caso in cui non fosse stata indicata in fattura la data di effettuazione, doveva essere convertita secondo il cambio del giorno in cui la fattura era stata emessa. Se, invece, fosse mancato il tasso di cambio nei giorni sopra specificati, i corrispettivi contenuti in fattura dovevano essere convertiti secondo il cambio del giorno antecedente più prossimo. Ad esempio la fattura che riguarda operazioni in dollari, è datata il 30 maggio, ma in quello specifico giorno mancava il cambio dollari euro, i corrispettivi contenuti dovevano essere convertiti secondo il cambio dollari euro del 29 o 28 maggio.

I cambiamenti delle regole di fatturazione apportate dal Decreto Crescita e in vigore dal 1° luglio 2019, hanno semplificato i criteri di conversione dei corrispettivi espressi in valuta. Dal 1° luglio 2019, infatti, le ipotesi sopra citate che differiscono dalla regola generale per determinare il cambio di valuta, non sono più valide.

Da tale data, infatti, sono cambiate le carte in tavola. Il nuovo disposto dell’art. 21 comma 2 lett. g-bis del DPR 633/72 prevede che bisogna indicare la “data in cui è effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi” ovvero la “data in cui è corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo, sempreché tale data sia diversa dalla data di emissione della fattura”. Questo significa che i corrispettivi in valuta estera contenuti in fattura devono essere convertiti secondo il cambio del giorno in cui è stata effettuata l’operazione. Ad esempio se la fattura, che riguarda operazioni in dollari, è datata il 30 maggio, ma l’operazione risale al 15 maggio, la conversione dollari euro dei corrispettivi contenuti si basa sul cambio del 15 maggio e non del 30 maggio.

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In sostanza, il tasso di cambio per le operazioni in valuta estera dovrà sempre coincidere, alternativamente:
- con la data di emissione della fattura, se essa anticipa il momento impositivo ovvero il momento in cui viene effettuata l’operazione (ex art. 6 comma 4 del DPR 633/72);
- con la data di effettuazione della cessione o prestazione, espressamente indicata sulla fattura, se precedente all’emissione del documento stesso.

Rimane la possibilità di fare riferimento al giorno antecedente più prossimo al momento di effettuazione o alla data della fattura, nel caso mancasse un tasso di cambio nei giorni sopra specificati (articolo 13 comma 4 secondo periodo del DPR 633/7).

Dal punto di vista tecnico, per quanto riguarda le fatture elettroniche non espresse in euro, emesse da soggetti passivi stabiliti in Italia, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’importo totale in valuta può essere inserito, “per fini gestionali”, nei campi <CodiceArticolo> o <AltriDatiGestionali>, mentre devono essere necessariamente espressi in euro i campi <ImponibileImporto> e <Imposta>.